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Storia della letteratura spagnola

Il XIX secolo segna la fine dell'Impero spagnolo d'oltremare. Le colonie iniziarono a conquistare l'indipendenza dopo numerose rivolte contro i governanti spagnoli. Alla fine del secolo all'impero spagnolo restavano solamente due colonie in America, Cuba e Porto Rico, e una in Asia (le Filippine).

Il movimento d'indipendenza fu guidato a Cuba dallo scrittore e politico José Martí (1835-1895), conosciuto con il soprannome di “ El Apóstol” proprio per la sua dedizione alla causa dell'indipendenza. Martì dedicò tutta la sua vita alla lotta per l'indipendenza cubana, sia ideologicamente con i suoi scritti, sia attivamente, prendendo parte alla lotta armata, tanto che morì in battaglia nel 1895. Il suo sogno si realizzò tre anni dopo la sua morte, quando Cuba a seguito della guerra ispano-americana del 1898, ottenne l'indipendenza dalla Spagna.

Per quanto riguarda la sua attività letteraria, Martì si dedicò alla poesia, al saggio, al giornalismo, al genere epistolare e all'oratoria. Fu uno degli scrittori più prolifici dell'America Latina e anche uno dei più letti e apprezzati dal pubblico.

In poesia va ricordata la sua opera Ismaelillo (1882), una delle opere maestre della poesia in lingua spagnola che pone le basi per la letteratura moderna dell'America Latina. José Martì diede il nome di Ismaelillo anche a suo figlio, che di fatto fu d'ispirazione alle poesie raccolte nel volume; questa opera diventa come un figlio per il poeta, che ne ha cura dalla nascita fino alla pubblicazione. Questa opera segna il passaggio dal Romanticismo al Modernismo per la letteratura latinoamericana

Nel 1878 scrisse il canzoniere “Versos Sencillos” che però non verrà pubblicato prima del 1891. I “Versos Sencillos” rappresentano l'espressione della maturità letteraria raggiunta da José Martì e racchiudono tutto i suo pensiero. Tutte le poesie sono caratterizzate dalla presenza di un grande senso del ritmo, soprattutto la poesia intitolata “Yo soy un hombre sincero”. Si tratta di poesie semplici che si allontanano dall'interpretazione simbolica e si avvicinano invece alla semplicità della lingua parlata.

Nel 1913 venne pubblicato “Versos Libres” il suo canzoniere postumo. È un'opera che esce dai canoni del Modernismo ed ha un carattere molto più sperimentale.

Per quanto riguarda la saggistica ricordiamo “Nuestra América” (1891), un saggio che racchiude tutto il pensiero politico e umanista di Martì'. In questa opera è presente la necessità della ricerca di una nuova identità, di nuovo significato dell'essere americani:”ya no podemos ser el pueblo de hojas, que vive en el aire, con la copa cargada de flor, restallando o zumbando, según lo acaricie el capricho de la luz, o la tundan o talen las tempestades; ¡los pueblos se han de poner en fila, para que no pase el gigante de las siete leguas!. Es hora del recuento, y de la marcha unida, y hemos de andar en cuadro apretado, como la plata en las raíces de los Andes". Questa opera sarà uno spartiacque tra il prima e dopo nel percorso verso l'autocoscienza del popolo latinoamericano.

Il pensiero di Martì, presentato nella sua opera, avrà un ruolo determinante nel processo di modernizzazione politica dell'America Latina e diventerà fondamentale per l'umanesimo attuale grazie alla modernità e la freschezza delle sue idee.

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